23 Settembre 2026

Dal bronzo di Atene 2004 al titolo mondiale nel 2006

Nel più importante successo degli ultimi anni azzurri c’è anche un po’ di Olimpiade. Ecco come i giochi di Atene 2004 e la medaglia conquistata tra mille avversità tecniche e ambientali hanno temprato cinque grandi protagonisti del Mondiale 2006.

Rinascita azzurra all’ombra del Partenone

Il torneo olimpico di calcio di Atene 2004 ha rappresentato molto più di una semplice caccia a una medaglia, che mancava nella bacheca dell’Italia del calcio da ben 68 anni, dall’oro conquistato a Berlino 1936 da Annibale Frossi e compagni. Per la selezione Under 23 guidata da Claudio Gentile, reduce dal trionfo nell’Europeo di categoria dello stesso anno, la spedizione in terra greca fu il definitivo banco di prova per una generazione di talenti cristallini

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Inseriti in un girone tutt’altro che agevole con Ghana, Giappone e Paraguay, gli azzurri si qualificarono al secondo posto a causa della sconfitta all’ultimo turno contro la nazionale sudamericana. Tuttavia misero in mostra un calcio solido, tipico della tradizione difensiva italiana, ma impreziosito da una straordinaria qualità a centrocampo e in attacco. Nonostante le enormi difficoltà fisiche – frutto anche di un quarto di finale portato fino ai supplementari – e una semifinale amara contro l’inarrestabile Argentina di Carlos Tévez, la squadra trovò la forza di reagire nella finale per il terzo posto a Salonicco, piegando l’orgoglioso Iraq per 1-0 e mettendosi al collo un bronzo storico in una giornata tristemente nota per aver seguito l’assassino del giornalista Enzo Baldoni proprio in Iraq. Quel podio rappresentò le fondamenta su cui Marcello Lippi avrebbe costruito, appena due anni più tardi, il trionfo mondiale in Germania.

Dall’Olimpo a Berlino: i cinque pilastri del double

Il filo conduttore che unisce la notte di Salonicco a quella magica di Berlino del 9 luglio 2006 è rappresentato da cinque calciatori che vissero, chi da protagonista assoluto, chi con un ruolo più marginale, entrambe le spedizioni: Marco Amelia, Andrea Barzagli, Daniele De Rossi, Andrea Pirlo e Alberto Gilardino. Ad eccezione del portiere romano, vice di Pelizzoli in Grecia e terzo portiere in Germania, gli altri quattro protagonisti rappresentarono la spina dorsale della squadra di Gentile, capace di donare una qualità superiore alla selezione olimpica.

Nel giro di ventiquattro mesi, divennero parte del mix di gioventù e maturità che andò a comporre la selezione dei 23 giocatori a servizio della Nazionale maggiore. Barzagli dimostrò ad Atene la solidità difensiva che lo avrebbe reso un cambio di lusso in Germania. Ma fu dalla cintola in su che l’asse olimpico cambiò la storia del calcio italiano: De Rossi, all’epoca ventunenne, era già un leader carismatico della nazionale giovanile e anche nella sua Roma; Pirlo, l’architetto della manovra inserito come fuoriquota e nome affermato nel panorama continentale; Gilardino, terminale offensivo implacabile reduce da una stagione di lusso nel Parma. I quattro azzurrini trovarono nei Giochi Olimpici la consacrazione e, soprattutto, la spinta in termini di esperienza internazionale che sarebbe stata necessaria per guidare l’Italia sul tetto del mondo.

La maturità di una generazione vincente

L’andamento del torneo del 2004 cementò nei cinque reduci una dote già connaturata nel modo tipico modo italiano di intendere il calcio: una spiccata attitudine alla strenua resistenza e all’ordine tattico, strumenti necessari nella gestione dei momenti di massima pressione: nel girone l’Italia pareggia la prima partita rimontando due gol al Ghana, quindi resiste alle folate giapponesi dopo aver tentato la fuga nei primi otto minuti. E così fu anche nella fase a eliminazione diretta: una vittoria al 116’ sul Mali, quindi, dopo la netta sconfitta contro l’invincibile Argentina, una gara di sofferenza dopo l’immediato vantaggio sull’Iraq nella finalina valsa il bronzo.

Dinamiche che si rivelarono decisive nel Mondiale del 2006. Molti degli episodi chiave in Germania, infatti, portano la firma indelebile dei “ragazzi di Atene”: si pensi al gol di testa di Gilardino contro gli Stati Uniti, all’assist magistrale dello stesso attaccante per il gol di Del Piero nella leggendaria semifinale contro la Germania; al passaggio illuminante di Pirlo per il gol di Grosso in semifinale o alla freddezza glaciale dello stesso regista e di De Rossi nella lotteria dei calci di rigore in finale contro la Francia. La medaglia di bronzo del 2004 è stata, a tutti gli effetti, un vero laboratorio tattico e mentale per il calcio italiano del nuovo millennio. Senza l’esperienza internazionale e la durezza mentale sviluppate nei caldi pomeriggi greci sotto la guida di Gentile, forse l’Italia di Lippi non avrebbe potuto trovare le risorse per superare le tempeste ambientali del 2006 e scrivere una delle pagine più gloriose della sua storia sportiva.

Le squadre partecipanti al torneo olimpico di calcio nel 2004

  • Argentina
  • Australia
  • Corea del Sud
  • Costa Rica
  • Ghana
  • Giappone
  • Grecia
  • Iraq
  • Italia
  • Mali
  • Marocco
  • Messico
  • Paraguay
  • Portogallo
  • Serbia e Montenegro
  • Tunisia

Domande frequenti sul calcio alle Olimpiadi di Atene 2004

Chi ha vinto il torneo?

  • Argentina

Qual era la rosa dell’Italia medaglia di bronzo?

  • Ivan Pelizzoli
  • Cesare Bovo
  • Matteo Ferrari
  • Andrea Barzagli
  • Emiliano Moretti
  • Giampiero Pinzi
  • Andrea Pirlo
  • Angelo Palombo
  • Marco Donadel
  • Simone Del Nero
  • Alberto Gilardino
  • Giandomenico Mesto (subentrato)
  • Giorgio Chiellini (subentrato)

Qual è stato il risultato della finale per il bronzo?

  • Italia-Iraq 1-0

Chi sono stati i marcatori nella finale per il bronzo?

  • 8’ Gilardino

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di Vincenzo Corrado

Ho lavorato 15 anni nel Gruppo editoriale L'Espresso (poi diventato Gedi) e collaboro con diverse testate nazionali, tra cui Domani e Ultimo uomo. Durante Milano Cortina 2026 ho curato il liveblog ufficiale dei Giochi per Olympics.com.

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