20 Giugno 2026

Atene 2004: la prima volta del calcio a 5 paralimpico

Calcio a 5 alle Paralimpiadi: un cambiamento epocale

Una svolta storica, arrivata proprio nella patria delle Olimpiadi: nella città che ha ospitato i primi Giochi di sempre, anche il mondo del calcio ha conosciuto la sua vera rivoluzione, quantomeno nel contesto dello sport paralimpico. Dopo uno status quo consolidato per vent’anni, in cui l’unica competizione nel mondo del calcio era quella a 7, fece il suo esordio il calcio a 5. Destinato a sparigliare le carte nel medagliere e, ben presto, anche nel programma a cinque cerchi.

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È doveroso, innanzitutto, fare una distinzione: mentre il calcio a 7 è destinato ad atleti colpiti da paralisi cerebrale o altre lesioni idonee a comprometterne la mobilità, il calcio a 5 è riservato a giocatori ipovedenti, con l’unica eccezione del portiere, normodotato e spesso con funzione di guida per i compagni. Il campo è circondato da un muro di rimbalzo, che impedisce al pallone di uscire e rende il gioco più veloce e fluido, mentre dietro la porta staziona un assistente che indica ai calciatori, che indossano una maschera oscurante sugli occhi, in quale direzione tirare. A volere l’inserimento dell’evento nel programma olimpico fu nientemeno che l’allora presidente del CIO Jacques Rogge, impressionato dalle performance degli atleti durante i Mondiali.

A partire dal 1998, infatti, la rassegna iridata si teneva ogni due anni e decretava la miglior nazionale al mondo. In quello che di fatto era un dominio sudamericano firmato Brasile e Argentina, dal 2004 si è inserita la più importante manifestazione sportiva, contribuendo a ridefinire il calendario e portando la Coppa del Mondo a una cadenza quadriennale.

Un duello annunciato

Brasile e Argentina, dicevamo. Le due superpotenze del calcio a 5 paralimpico si erano spartite le prime tre edizioni dei Mondiali: se nel 1998 e 2000 la Seleçao aveva sconfitto l’Albiceleste all’ultimo atto, l’ultima edizione prima dei Giochi aveva segnato una svolta, con l’Argentina campionessa e il Brasile sconfitto addirittura in semifinale, per giunta sul “suolo nemico”, dal momento che l’edizione si era disputata a Rio de Janeiro.

In linea teorica, dunque, era proprio l’Argentina a presentarsi con più certezze all’Hellenikon Sport Complex, in un campo che era stato concepito per la competizione di hockey su prato per le Olimpiadi disputate qualche settimana prima. La formula prevedeva un girone all’italiana a sei squadre: al termine delle cinque giornate del girone, le prime due classificate si sarebbero giocate l’oro in una sfida secca e lo stesso sarebbe avvenuto per il bronzo tra la terza e la quarta classificata. Oltre alle due sudamericane e ai padroni di casa della Grecia, le altre partecipanti erano Corea del Sud, Francia e Spagna.

Se le qualificate per la finale confermarono le impressioni della vigilia, lo svolgimento mostrò un dominio brasiliano netto e, per certi versi, inatteso. Al termine del raggruppamento, il Brasile vinse tutti i suoi incontri senza subire gol. L’Argentina rispose comunque con quattro successi, perdendo solo contro la Seleçao con il punteggio di 2-0 ma, complessivamente, in maniera meno solida e convincente. Alle loro spalle la Spagna e la Grecia ottennero la qualificazione alla sfida decisiva per il bronzo: in particolare, i padroni di casa furono l’unica squadra a ottenere due pareggi (0-0 con la Spagna e 2-2 contro la Francia), fondamentali per strappare per un solo punto il quarto posto ai transalpini di un giovane Frédéric Villeroux, destinato a scrivere pagine importanti nel grande libro dei Giochi.

Ma la finale faceva storia a sé: Brasile e Argentina, ancora una volta, a contendersi un posto negli annali di questa disciplina.

La gloria passa dai rigori

In altri campi dell’esistenza si dice spesso che la storia sia ciclica. Nel calcio a 5 paralimpico, questo ciclo si consuma in fretta: a soli sei anni di distanza dalla prima finale dei Mondiali, anche quella olimpica mette di fronte le due superpotenze di questo sport. Ad aprire il programma sono le cosiddette finaline: in quella per il quinto posto, la Francia supera senza difficoltà la Corea del Sud, fanalino di coda del girone a quota zero punti. 3-1 il risultato. Diverso il copione del match per il bronzo, dove la Spagna si assicura la prima medaglia olimpica nella disciplina regolando la Grecia con un gol per tempo.

Il primo titolo olimpico si decide in una contesa serrata, risolta ai rigori. E, come abbiamo detto, la storia è destinata a ripetersi, nei protagonisti e nel risultato. A vincere l’oro è, come accaduto sei anni prima ai Mondiali di Campinas, il Brasile. Tre su tre per i verdeoro, un solo errore per l’Argentina. Il calcio, parte integrante dell’identità brasiliana, non aveva mai regalato la gloria olimpica alla Seleçao: il cerchio si è chiuso proprio nella sfida più sentita.

Le squadre partecipanti al torneo paralimpico di calcio 2004

  • Argentina
  • Brasile
  • Corea del Sud
  • Francia
  • Grecia
  • Spagna

Domande frequenti sul calcio alle Paralimpiadi di Atene 2004

Chi ha vinto il torneo?

  • Brasile

Qual era la rosa dei campioni olimpici?

  • Andreonni Fabrizius Rêgo (portiere vedente)
  • Fábio Vasconcelos
  • Sandro Laina
  • Mizael Conrado
  • João Batista Silva
  • Severino Silva
  • Anderson Dias da Fonseca
  • Nilson Silva
  • Marcos Felipe
  • Damião Robson

Qual è stato il risultato della finale?

  • Brasile-Argentina 0-0 (3-2 d.c.r.)

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di Manuel Fanciulli

Racconto lo sport e le sue storie, tra analisi e curiosità narrativa. Laureato in giurisprudenza e padre di due bambini, una combinazione che mi spinge a ricercare costantemente originalità e spinta di riflessione.

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