Oltre i confini del campo
La figura di Megan Rapinoe non può essere limitata al rettangolo verde. La calciatrice statunitense ha rappresentato alla perfezione il concetto di icona globale, un mix tra talento con il pallone tra i piedi e peso politico, espresso una volta tolti gli scarpini. Le sue battaglie civili l’hanno resa una celebrità, ma non oscurano le meraviglie sul campo. Perché Rapinoe è stata la prima atleta, nonché l’unica donna finora, ad assicurarsi un triplete unico: Mondiale, Pallone d’Oro e medaglia d’oro alle Olimpiadi.
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Nata il 5 luglio 1985 a Redding, cittadina della California, Megan ha origini italiane, per la precisione abruzzesi. Il suo cognome è, infatti, la trasposizione dell’italiano Rapino, cognome dei suoi antenati. Creativa del centrocampo, spesso partendo dalla fascia, si distingue per una visione di gioco fuori dal comune, arricchita da un carisma magnetico. Oltre a essere la trascinatrice della nazionale statunitense (USWNT), Rapinoe ha rappresentato una figura rivoluzionaria capace di elevare il calcio femminile a fenomeno globale di rilevanza socio-culturale. Celebre in tutto il mondo per la sua “coscienza” sociale e politica, oltre che per l’impegno nella lotta per la parità salariale, il suo piedistallo poggia su un palmarès sportivo di prim’ordine. Il primo tassello di questo percorso è legato proprio ai Giochi.
Londra 2012, l’inizio di tutto
I primi anni a livello agonistico non sono stati così scintillanti: dopo il titolo NCAA vinto con le Pilots, la squadra dell’Università di Portland, Megan Rapinoe ha faticato a stabilirsi, trovando poca continuità. Due anni alle Chicago Red Stars, poi Philadelphia Independence, magicJack di Boca Raton, l’approdo in Australia con i Sydney FC, quindi i Seattle Sounders. Tutto in un anno e mezzo, fino all’estate del 2012. Quella della consacrazione.
Dal 25 luglio al 9 agosto si tiene, infatti, il torneo olimpico. Tre gironi, curiosamente contrassegnati con E, F e G perché le prime quattro lettere dell’alfabeto avevano distinto i gironi del torneo maschile. E un cammino che, dopo un inizio difficile, diventa praticamente perfetto: sotto di due gol in meno di un quarto d’ora nella partita con la Francia, gli Stati Uniti si trasformano. Rimontano e vincono 4-2, prima di superare con facilità la Colombia (3-0, con gol di Rapinoe ad aprire le marcature) e la Corea del Nord (1-0).
Ai quarti di finale è la Nuova Zelanda a cadere sotto i colpi delle statunitensi Abby Wambach e Sydney Leroux. Fino alla semifinale, di fatto, le ragazze vanno con il pilota automatico. Ma il 6 agosto, a Old Trafford, il Canada si rivela un’avversaria solida. A guidarla è Christine Sinclair, attaccante in stato di grazia che manda il match sull’1-0 all’intervallo.
Dall’altra parte, però, Rapinoe fiuta l’occasione di incidere nella storia e proseguire il dominio a stelle strisce sul torneo olimpico. Minuto 54, corner dalla sinistra per gli USA. Batte proprio Megan, che calcia con una traiettoria carica d’effetto. E la palla finisce in porta, per l’1-1. È un gol olimpico: sorprendentemente, a dispetto del nome, è la prima volta che se ne vede uno ai Giochi.
A metà della ripresa, Sinclair firma la sua doppietta personale, riportando avanti il Canada. Passano due minuti e ancora Rapinoe ridà respiro alla USWNT: siluro in diagonale dalla destra, che bacia il palo e si insacca per il 2-2. Il pareggio dura appena tre minuti, perché Sinclair sigla la sua tripletta, da corner. Al 79’ c’è un calcio di punizione da dentro l’area di rigore: se ne incarica Rapinoe, che non trova la porta solo per l’opposizione della barriera. Di mano, quindi l’arbitro fischia il penalty, che Wambach trasforma. Nei supplementari sarà Alex Morgan al 123’ a firmare di testa il primo e decisivo sorpasso statunitense.
Rapinoe porta la nazionale in finale e di fatto certificata la prima medaglia olimpica della sua carriera. All’oro ci pensa Carli Lloyd, centrocampista autrice della doppietta decisiva con cui la nazionale allenata da Pia Sundhage batte 2-1 il Giappone a Wembley davanti a oltre 80 mila persone, la più grande affluenza nella storia dei Giochi.
La carriera di Megan Rapinoe decolla
L’oro olimpico è un trampolino di lancio incredibile per Rapinoe, che in due stagioni consecutive va in prestito all’Olympique Lione, uno dei club di riferimento del calcio femminile europeo. Ma è a Seattle che Megan diventa una bandiera della neonata franchigia delle Seattle Reign, con cui giocherà ininterrottamente dal 2014 fino al ritiro nel 2023.
È soprattutto con la sua nazionale che arrivano i successi più importanti. Tre anni dopo la finale olimpica di Londra, al BC Place di Vancouver, arriva il rematch contro il Giappone, stavolta all’ultimo atto dei Mondiali. Una partita che si chiude in sedici minuti: quattro gol (di cui tre ancora di Carli Lloyd) e 5-2 finale, che vale il ritorno al titolo iridato dopo sedici anni. Un ulteriore passaggio per Rapinoe che, dopo un ruolo minore, diventa protagonista assoluta quattro anni dopo, in Francia, per il Mondiale del 2019.
Nel girone, la campionessa californiana segna un solo gol, nel netto 13-0 inflitto alla Thailandia, prima di imporsi nella fase a eliminazione diretta: doppietta su rigore alla Spagna agli ottavi, doppietta alle padrone di casa della Francia ai quarti. Due vittorie per 2-1, seguite da una terza in semifinale contro l’Inghilterra. In finale, al Parc Olympique Lionnais che era stato il suo stadio di casa, Megan Rapinoe chiude il cerchio: sblocca su rigore la sfida contro i Paesi Bassi, poi vinta 2-0. È il suo sesto gol nella competizione, che le vale il titolo di capocannoniere al pari della compagna Alex Morgan e dell’inglese Ellen White. Ed è il secondo Mondiale della sua carriera.
Ma, più di tutto, è una vittoria da trascinatrice, che la conduce all’ultimo obiettivo rimasto: il Pallone d’Oro. Il 2 dicembre 2019, ancora in Francia, questa volta a Parigi, Megan Rapinoe entra nella storia: è la prima calciatrice di sempre a detenere Pallone d’Oro, Mondiale e medaglia d’oro olimpica. Solo Leo Messi riuscirà a eguagliarla, nel 2022.
Le squadre partecipanti al torneo olimpico femminile di calcio 2012
- Brasile
- Camerun
- Canada
- Colombia
- Corea del Nord
- Francia
- Giappone
- Gran Bretagna
- Nuova Zelanda
- Stati Uniti
- Sudafrica
- Svezia
Domande frequenti sul calcio alle Olimpiadi di Atlanta 1996
Chi ha vinto il torneo?
- Stati Uniti
Qual era la formazione delle campionesse olimpiche?
- Hope Solo
- Christie Rampone
- Kelley O’Hara
- Amy LePeilbet
- Rachel Buehler
- Shannon Boxx
- Carli Lloyd
- Megan Rapinoe
- Tobin Heath
- Alex Morgan
- Abby Wambach
- Lauren Cheney (subentrata)
- Rebecca Sauerbrunn (subentrata)
Qual è stato il risultato della finale?
- Stati Uniti-Giappone 2-1
Chi sono state le marcatrici in finale?
- 7’ Lloyd (S)
- 53’ Lloyd (S)
- 62’ Ōgimi (G)
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