20 Settembre 2026

Rio 2016: la finale che ha chiuso l’era del calcio a 7 paralimpico

Con la Russia esclusa dai Giochi di Rio, è l’Iran l’avversaria più difficile per l’Ucraina, che torna a casa con l’oro e l’emozione di aver scritto il proprio nome indelebilmente nell’albo d’oro.

La parabola di una disciplina storica

Il calcio a 7 paralimpico, storicamente riservato ad atleti affetti da cerebrolesione, paralisi cerebrale o esiti di ictus e traumi cranici, ha rappresentato per oltre trent’anni una delle discipline più seguite e spettacolari dell’intero programma dei Giochi paralimpici. Introdotto ufficialmente nell’edizione di New York 1984, questo sport si basava sulle regole FIFA, ma con adattamenti cruciali: campo e porte ridotte, assenza del fuorigioco, rimesse laterali effettuabili anche con una sola mano e una rigorosa classificazione dei calciatori (da FT1 a FT3) per garantire l’equilibrio motorio in campo. 

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Nel corso dei decenni, il movimento ha vissuto una crescita tecnica e atletica esponenziale, dominato storicamente dall’asse est-europeo composto da Russia e Ucraina. Tuttavia, la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) di escludere la disciplina dal programma successivo a causa di una ristrutturazione globale dei criteri di partecipazione ha trasformato i Giochi di Rio 2016 nel capolinea olimpico di questo sport, caricando l’intero torneo di un’aura crepuscolare.

La finale inedita per l’assenza della Russia

L’ultimo ballo del calcio a 7 prende forma senza uno dei suoi protagonisti abituali. Nel corso degli ultimi sedici anni, la corsa all’oro è stata sostanzialmente una questione tra due nazionali, l’Ucraina, prima nel ranking mondiale, e la Russia, al secondo posto. Un duopolio che ha segnato profondamente la disciplina. Oltre a contendersi la medaglia più prestigiosa, le due squadre si sono date battaglia numerose volte nel principale torneo mondiale, la IFCPF World Cup. Al punto che l’albo d’oro sancisce un dominio ancor più netto di quanto possa dire la recente storia paralimpica: nelle ultime dieci edizioni della rassegna iridata, dal 1997 al 2015, hanno vinto solo loro. Ucraina e Russia, Russia e Ucraina.

Ma il 2016 è un anno complicato a causa delle decisioni del CIO e dell’IPC per lo scandalo relativo al doping di Stato. E la decisione è netta: la Russia è esclusa da Rio 2016. Al via del torneo, quindi, l’Ucraina non avrà di fronte la sua storica rivale. 

La fase a gironi segue un copione simile per entrambe: nel Gruppo A la nazionale ex-sovietica inizia con un roboante 6-0 all’Irlanda, quindi supera con più fatica la Gran Bretagna e il Brasile, entrambe con il punteggio di 2-1. Nel Gruppo B, invece, a fare la parte del leone è l’Iran, che vince tutte e tre le sfide con un margine di due gol di scarto (rispettivamente 3-1 contro l’Argentina e 2-0 contro Stati Uniti e Paesi Bassi). Anche in semifinale, le due nazionali non hanno problemi: l’Ucraina si sbarazza dei Paesi Bassi con un netto 4-0, l’Iran ne fa addirittura cinque ai padroni di casa. A giocarsi l’oro saranno, quindi, proprio Ucraina e Iran.

Il 16 settembre 2016, sul prato del Deodoro Stadium di Rio de Janeiro, va in scena l’ultimo match olimpico nella storia di questa disciplina: la sfida per la medaglia d’oro. Una finale inedita e carica di tensione. L’Iran è una squadra intensa e tatticamente disciplinata, ma l’Ucraina ha voglia di riprendersi l’oro sfuggito quattro anni prima a Londra e chiudere nel migliore dei modi la propria storia paralimpica. 

Il trionfo ai supplementari e la fine di un’era

La finale è una battaglia tattica ed emotiva di rara intensità, specchio fedele della durezza di questo sport. L’Ucraina passa in vantaggio nel primo tempo grazie a una rete del capitano Volodymyr Antoniuk, che trova il mancino vincente da fuori area al termine di una bella azione corale, ma l’Iran non si dà per vinto, trovando il pareggio a dieci minuti dal fischio finale con Mehdi Jamali, che realizza in spaccata dopo un ottimo filtrante. Inchiodata sull’1-1 al termine dei sessanta minuti regolamentari, la sfida scivola così ai tempi supplementari. 

A decidere l’ultimo titolo della storia è Artem Krasylnykov, che al 65’ firma il gol del definitivo 2-1 dopo un’azione quasi rugbistica con una fitta rete di passaggi laterali attorno all’area di rigore. Al triplice fischio finale, i calciatori ucraini si lasciano andare a un pianto liberatorio, celebrando una medaglia d’oro destinata a restare impressa per sempre, ma con il retrogusto amaro lasciato dalla fine di una storia piena di soddisfazioni.

Un successo che permette all’Ucraina di confermarsi la nazionale più titolata nella storia della disciplina alle Paralimpiadi, chiudendo nel modo più prestigioso un’epoca straordinaria che, da quella sera a Deodoro, sarebbe sopravvissuta soltanto nei ricordi e nei tornei della IFCPF World Cup.

Le squadre partecipanti al torneo paralimpico di calcio a 7 nel 2016

  • Argentina
  • Brasile
  • Gran Bretagna
  • Iran
  • Irlanda
  • Paesi Bassi
  • Stati Uniti
  • Ucraina

Domande frequenti sul calcio a 7 alle Paralimpiadi di Rio 2016

Chi ha vinto il torneo?

  • Ucraina

Qual era la rosa dei campioni paralimpici?

  • Kostyantyn Symashko
  • Volodymyr Antoniuk
  • Vitaliy Trushev
  • Yevhen Zinoviev
  • Taras Dutko
  • Oleh Len
  • Edhar Kahramanian
  • Vitalii Romanchuk
  • Ivan Dotsenko
  • Dmytro Molodtsov
  • Stanislav Podolksyi
  • Bohdan Kulynych
  • Artem Krasylnykov
  • Ivan Shkvarlo

Qual è stato il risultato della finale?

  • Ucraina-Iran 1-1 (2-1 d.t.s.)

Chi sono stati i marcatori in finale?

  • 26’ Antonyuk (U)
  • 50’ Jamali (I)
  • 65’ Krasylnykov (U)

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di Manuel Fanciulli

Racconto lo sport e le sue storie, tra analisi e curiosità narrativa. Laureato in giurisprudenza e padre di due bambini, una combinazione che mi spinge a ricercare costantemente originalità e spinta di riflessione.

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