Nel paese in cui il calcio è una religione laica, la vicenda umana e sportiva di Ricardo Steinmetz Alves, per tutti semplicemente Ricardinho, incarna la declinazione più pura e spirituale del talento applicato al pallone. Nato a Osório nel 1988, il piccolo Ricardo coltivava lo stesso identico desiderio di milioni di suoi coetanei: diventare un calciatore professionista. Un sogno che parve spezzarsi irrevocabilmente all’età di otto anni quando, a causa di una grave forma di toxoplasmosi, perse completamente la vista.
Il sogno ritrovato oltre il buio
Ma la notte sensoriale non ha spento la sua lucentezza tecnica. Scoperto il calcio a 5 per ciechi (noto a livello internazionale come Blind Football), Ricardinho ha reimpostato i propri recettori spaziali affidandosi al senso dell’udito per rincorrere il suono dei sonagli metallici inseriti all’interno della sfera di gioco. Eletto per tre volte miglior giocatore del mondo (2006, 2014 e 2018), ha ridefinito i confini estetici della disciplina grazie a un controllo orientato e a una conduzione di palla in velocità così fluidi da spingere gli addetti ai lavori a paragonarlo, per movenze e baricentro basso, a Lionel Messi.
La dittatura a cinque cerchi e il capolavoro di Rio
Il legame tra il fuoriclasse gaúcho e la gloria a cinque cerchi rappresenta una delle più impressionanti sequenze di dominio individuale e collettivo nella storia dello sport. Dal suo debutto assoluto, Ricardinho ha guidato la Seleção alla conquista di quattro medaglie d’oro consecutive: Pechino 2008, Londra 2012, Rio 2016 e Tokyo 2020.
All’interno di questo filotto pressoché irripetibile, l’edizione casalinga di Rio de Janeiro nel 2016 ha assunto i contorni del mito. Reduce da un gravissimo infortunio alla gamba sinistra patito nei primi mesi dell’anno, che aveva fatto temere per la sua stessa partecipazione, il capitano strinse i denti per esserci. E le sue impronte digitali sul successo verdeoro sono evidenti: è suo il gol che apre l’Olimpiade di casa, nel 3-0 al Marocco. Ed è suo anche il gol del vantaggio nel secondo incontro del girone, il 2-0 alla Turchia che, di fatto, sancisce la qualificazione alla fase successiva. Prima ancora dei gol, è il suo carisma nello spogliatoio a catalizzare l’energia dei compagni, anche nell’ultima partita del girone e nella semifinale in cui non va a segno, spingendo la propria nazionale fino alla finalissima contro l’Iran.
Davanti a un pubblico locale in estasi, fu proprio una sua prodezza balistica a firmare il gol del definitivo 1-0, regalando al Brasile il quarto titolo paralimpico consecutivo e rafforzando la centralità dello sport paralimpico nell’immaginario collettivo brasiliano.
La bacheca infinita e il sigillo di Parigi
Ricardinho ha accompagnato quasi per intero il percorso del Brasile nel calcio a 5 paralimpico. Era troppo giovane per esserci nel 2004, alla prima edizione in cui questa disciplina fu inclusa nel programma dei Giochi, quando la Seleçao si impose ai rigori sull’Argentina per il primo, storico oro. Ma già dal 2006, appena diciottenne, entrò stabilmente nel giro della nazionale, inizialmente con un argento agli IBSA World Blind Football Championships di Buenos Aires, i Mondiali di questo sport. Da lì ebbe inizio un’ascesa inarrestabile.
Al di là del solo contesto paralimpico, infatti, la carriera di Ricardinho è una sequenza ininterrotta di trionfi monumentali con la nazionale verdeoro, tra cui spiccano tre Campionati del Mondo IBSA (2010, 2014, 2018) e ben cinque medaglie d’oro consecutive ai Giochi Para-panamericani. Un dominio che è andato incontro a un momento di storica e commovente rottura soltanto alle recenti Paralimpiadi di Parigi 2024.
In terra francese, dopo vent’anni di imbattibilità assoluta del Brasile nel torneo paralimpico, la squadra si è arresa in una drammatica semifinale ai rigori contro l’Argentina. A rendere ancora più clamorosa la caduta ha contribuito il fatto che proprio Ricardinho ha commesso l’errore decisivo dal dischetto. Nonostante lo shock sportivo, il campione brasiliano ha dimostrato tutta la propria grandezza, trascinando i compagni nella finale per il terzo posto vinta per 1-0 contro la Colombia, mettendosi al collo una medaglia di bronzo dal sapore dolceamaro. Questo podio, unito ai quattro ori precedenti, chiude un cerchio perfetto di longevità atletica: cinque medaglie in altrettante edizioni disputate, l’eredità indelebile di un atleta immenso che ha dimostrato al mondo come il vero genio calcistico risieda nella mente prima ancora che negli occhi.
Le squadre partecipanti al torneo paralimpico di calcio a 5 nel 2016
- Argentina
- Brasile
- Cina
- Iran
- Marocco
- Messico
- Spagna
- Turchia
Domande frequenti sul calcio a 5 alle Paralimpiadi di Rio 2016
Chi ha vinto il torneo?
- Brasile
Qual era la rosa dei campioni olimpici?
- Luan de Lacerda Gonçalves (portiere vedente)
- Cássio Lopes dos Reis
- Damião Robson
- Tiago Paraná
- Jefinho
- Nonato
- Marcos Felipe
- Ricardinho
- Mauricio Dumbo
- Vinícius Tranchezzi
Qual è stato il risultato della finale?
- Brasile-Iran 1-0
Chi sono stati i marcatori in finale?
- 12’ Ricardinho
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